Ecco perché le Spiruline non sono tutte uguali!

Al giorno d’oggi, leggere l’etichetta per scoprire la provenienza e la composizione di quello che mangiamo è importante e, nel caso della Spirulina, fondamentale!

La Spirulina – quella buona – è coltivata rispettando standard elevati di coltivazione e sicurezza alimentare che hanno un loro costo.
D’altronde si sa, l’alta qualità ha il suo prezzo.

Un po’ come il vino: non c’è paragone tra la qualità e il sapore di un vino da un euro al litro ed un Dom Pérignon, siamo d’accordo?
Eppure non si può negare che il vino da un euro resti pur sempre un vino…

Stessa cosa vale per la Spirulina: grandi quantità di Spirulina a prezzi modici devono metterti in guardia, perché evidenziano il fatto che si tratta di Spirulina di scarsa qualità. 
Paragonare una Spirulina coltivata e certificata in Europa con una Spirulina di provenienza ignota e per di più non certificata come biologica non ha alcun senso!

Tieni sempre presente che ciò che fa la qualità della Spirulina è il metodo di coltivazione e quello di essiccazione. Una coltivazione in acque pure è diversa da una coltivazione in acque non controllate (che potrebbero essere inquinate), così come una essiccazione a basse temperature (che preserva le vitamine) è diversa da una essiccazione ad alte temperature (che invece rovina le vitamine).

Un esempio? Pensiamo ad una Spirulina coltivata in acque pure, in serra, in Italia ed essiccata a basse temperature (in spaghettini o in scaglie). Confrontiamola con una Spirulina coltivata in Cina, in acque non purificate, a cielo aperto ed essiccata ad alte temperatura (polverizzata).

Non hanno niente in comune, a parte il colore verde.

Parlando di Spirulina biologica, se si va a leggere bene l’etichetta si potrà notare una dicitura sotto l’eurofoglia (il logo comunitario del Bio a forma di fogliolina verde, reso obbligatorio dal regolamento UE 271/2010):

  • agricoltura UE
  • agricoltura NON UE

La dicitura indica il luogo di coltivazione dei prodotti, con distinzione tra agricoltura UE, nel caso in cui la materia prima provenga dal territorio comunitario, e agricoltura non-UE, qualora invece la materia prima venga importata da paesi terzi.

Per la Spirulina, la provenienza NON UE è un indicatore che dovrebbe metterci in allarme: questa voce è normalmente usata per prodotti che provengono da Cina o India, dove l’attenzione alla qualità non è esattamente elevata, tanto che sussiste sempre un rischio di contaminazione, proveniente dalle metodologie di coltivazione (ricordiamo che in Cina esiste un problema di inquinamento delle acque e di piogge acide) fino al trasporto, che può avvenire anche in condizioni più che precarie dal punto di vista sanitario. Nelle produzioni cinesi o indiane, i controlli di salubrità e sicurezza alimentare sono inferiori a quelli previsti all’interno dell’Unione Europea e, in particolare, in Italia.

Se pensiamo che in molti paesi extra europei la certificazione biologica è assegnata con molta facilità, ci riesce facile pensare come la qualità della materia prima e l’osservanza delle prescrizioni biologiche possa non essere così alta.

Parlando di Spirulina non biologica, il problema è che non viene obbligatoriamente dichiarata sulla confezione la provenienza della materia prima. I prezzi saranno più contenuti, ma – perdona il gioco di parole – a che prezzo?

Quando utilizzi la Spirulina, cerca di scegliere sempre una Spirulina biologica e di coltivazione europea (ancora meglio se italiana). Per avere una conferma sulla qualità della Spirulina che mangi e che utilizzi nei tuoi piatti, consigliamo di controllarne sempre la provenienza!

La dicitura “Agricoltura NON-UE“, quando si parla di Spirulina, non garantisceche il prodotto sia effettivamente coltivato in modo biologico, né che sia fatto secondo le migliori pratiche igienico sanitarie. In Europa, invece, essendo i controlli molto più approfonditi, la certificazione biologica di un prodotto coltivato in Europa garantisce un certo rispetto delle normative e degli aspetti sanitari.

Quando scegli quella coltivata in Italia e, di conseguenza, certificata nell’Unione Europea, stai scegliendo un prodotto completamente diverso rispetto a quello di provenienza cinese e indiana. La Spirulina coltivata in Italia segue un procedimento di essiccazione a basse temperature, che mantiene intatte tutte le proprietà della microalga, cosa che non avviene con un processo di produzione ad alte temperature (previsto in Cina e India).

Un ulteriore livello di sicurezza è dato proprio dal Made in Italy: in Italia le coltivazioni di Spirulina seguono i più alti standard di igiene e sicurezza e garantiscono una qualità e un sapore nettamente migliore rispetto alle Spiruline di importazione.

Un’ultima cosa sul Made in Italy: quando parliamo di compresse, le compresse potrebbero essere prodotte in Italia o in Europa, ma la materia prima potrebbe essere extra-europea.

Un esempio: una pasta di grano duro potrebbe essere prodotta in Italia, ma il grano potrebbe essere stato importato (dal Canada per esempio) ed in questo caso solo la lavorazione sarebbe made in Italy. Stesso discorso vale per le compresse di Spirulina: le compresse potrebbero essere state prodotte in Italia, ma la materia prima potrebbe essere importata dalla Cina o dall’India. Per questo è importante accertarsi della provenienza della materia prima, e non del luogo di produzione del prodotto finito.

Una ragione in più per controllare sempre bene l’etichetta!
Tre secondi in più a verificare la provenienza possono essere un ottimo investimento per la salute tua e dei tuoi cari!

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