La Spirulina può aiutare a curare il CoronaVirus!

In questo periodo di seria emergenza per CoronaVirus, due studiosi americani propongono alla rivista scientifica Progress in cardiovascular disease (Impact factor 6,162) un lavoro sul ruolo che la Spirulina ed altri nutraceutici potrebbero giocare nel contribuire a dare sollievo a pazienti con infezione da virus a RNA, come appunto il COVID-19, ovvero il CoronaVirus che è attualmente la causa dello stato emergenziale in cui si trovano l’Italia ed altri paesi nel mondo.

In sintesi, questo studio evidenzia il fatto che una certa dose di Spirulina (nello specifico, 15 grammi al giorno) può aiutare a controllare e affievolire gli effetti del CoronaVirus come COVID-19. 

Questo tesimonia ancora una volta come la Spirulina, di provenienza sicura e controllata, può aiutare l’organismo ad essere più forte e sano, e a rispondere al meglio alle minacce di natura virale.

Mark McCarty della Catalytic longevity foundation di San Diego e James Di Nicolantonio, ricercatore presso il Saint Luke’s Mid America heart institute di Kansas City hanno preso in esame diversi studi sperimentali e clinici partendo dal presupposto da una parte, che sia l’influenza che l’infezione da Covid-19 determinino una “tempesta infiammatoria” a livello polmonare che può portare a insufficienza respiratoria e morte e, dall’altra, che alcuni nutraceutici possano contribuire a ridurre lo stato infiammatorio mentre altri a stimolare la produzione di interferone di tipo 1, a sua volta promotore della risposta anticorpale utile a combattere l’infezione.

L’attenzione dei ricercatori si è concentrata su diversi studi clinici randomizzati in cui si evidenzia come, per esempio, la N-acetilcisteina (Nac), utilizzata come mucolitico e contro l’avvelenamento da paracetamolo, e gli estratti di sambuco, abbiano dato prova della loro capacità di abbreviare la durata dell’influenza di circa 2-4 giorni e di ridurre la gravità dell’infezione.

Nac agirebbe favorendo la produzione di glutatione con conseguente riduzione dello stress ossidativo, mentre gli effetti dell’estratto di sambuco sarebbero legati al contenuto di antocianine e, in particolare, all’effetto antiossidante di un loro metabolita, l’acido ferulico.

Ciò contrasterebbe l’azione ossidativa prodotta dai virus a Rna all’interno dei macrofagi alveolari che costituisce un freno alla produzione di interferone 1.

Altri nutraceutici, poi, come spirulina, beta-glucani, glucosamina ad alte dosi e la stessa Nac si sono rivelati in grado di ridurre la gravità dell’infezione o dimezzare la mortalità in modelli murini di influenza.

Uno studio clinico sull’uomo, infine, ha evidenziato la capacità della spirulina di ridurre la carica virale in soggetti con infezione da Hiv.

“Vi sono evidenze che alcuni nutraceutici posseggono effetti antivirali”, dice DiNicolantonio. “Considerando che non esiste una terapia per Covid-19 e che i trattamenti per l’influenza sono limitati, ben vengano studi per testare questi prodotti come supporto a pazienti colpiti da virus a Rna”.

Chiosa Carl Lavie, Editor in chief di Progress in cardiovascular diseases nonché direttore del centro di cardiologia preventiva e riabilitativa al John Ochsner heart and vascular institute di New Orleans: “Considerato l’interesse crescente nei confronti delle infezioni virali, influenza e Covid-19 in particolare, queste informazioni sono di particolare interesse per un’ampia platea di medici e non soltanto per i cardiologi, nostri lettori di riferimento”.

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